Titolo Proprio: Merope (Gruccione) femmina
Autore: Cristoforo Coriolano
Soggetto: Animale
Identificativo: 35 [3] 16-A I.164
Collocazione: p. 873
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F39(GRUCCIONE)
Datazione Stimata: 1599
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 22,5 x 14
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Descrizione:

La xilografia rappresenta un esemplare femmina della Merope (o gruccione). L'uccello presenta una colorazione meno intensa rispetto al maschio, con dorso tendente al verde e coda più uniforme. La presenza dell’ape e del favo ai piedi dell'animale allude all’alimentazione caratteristica della specie e al suo appellativo greco di Melissophagos. Nel territorio bolognese il Merope veniva catturato con reti e vischio, mentre Bellon riferisce che a Creta i ragazzi lo insidiavano mediante cicale trafitte con piccoli ami, poi legate ad un filo: attirato dalla preda, l’uccello la ingoiava rimanendo a sua volta impigliato. La tradizione medico-naturalistica attribuiva inoltre al Merope numerose virtù terapeutiche e magiche: il fiele, mescolato con olio acerbo, avrebbe reso neri i capelli, mentre fritto nell’olio avrebbe protetto dalle punture delle api. Secondo il Kiranides, portare con sé l’animale o il suo cuore favoriva l’amore; la carne giovava ai cardiaci, agli itterici e a chi soffriva di disturbi gastrici, mentre il fiele mescolato con miele e succo di ruta era ritenuto efficace contro le opacità degli occhi.


Bibliografia:

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